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30/08/2007

Recensioni

Encore une recension italienne de "Thee darkening ov powers" ... moins bonne que la précédente, bé oui pourquoi les musiciens ne pourraient-ils pas noter les critiques de leurs disques eux-mêmes !!

C'era una grande attesa per questa nuova uscita del progetto Lonsai Maikov, ma ero rimasto un po' spiazzato quando ho saputo che ad accompagnarlo in questa avventura ci sarebbe stato il progetto Dissonant elephant, dato che faticavo a trovare punti d'incontro tangibili tra le due formazioni, per quanto scarsa, comunque, sia la mia cultura su di loro. Bene, devo dire che ciò che ho sentito quando il dischetto ha cominciato a girare nel lettore mi ha colpito non poco. Questo modo così unico e particolare di unire folk, pop ed elettronica è affascinante e potrebbe essere davvero un nuovo sentiero da battere. C'è tutto, c'è il calore, l'emotività e la passione di un buon disco folk, mischiato ad un elettronica presente, sì, ma non invasiva. Un lavoro che va gustato al buio, nella pace più totale, al fine di coglierne le più piccole sfaccettature. Particolari che lo rendono oggetto da possedere per tutti gli amanti del genere. Buono.

Recensioni Rosa Selvaggia

“Un'esposizione del lato oscuro di un viaggio spirituale per il mondo. Una sorta di viaggio sciamanico...”. Questo il modo con cui Lonsai Maikov presenta tale lavoro il cui titolo rimanda a certe passioni di scuola “T.O.P.Y.”, condiviso per l'occasione con Dissonant Elephant per un totale di 10 tracce ambient-folk dal mood piuttosto originale nell'ambito delle produzioni OEC; accantoniamo infatti per un momento i grigiori industriali di ruvida carta-vetro che hanno reso la label pordenonese un nome tanto glorioso nella “grey area”, per tuffarci in un soave e piacevole viaggio sonico in atmosfere soffuse, dove chitarra acustica, pianoforte e flauto giocano un ruolo di primo piano, ed il caldo cantato maschile risulta spesso appena accennato, talvolta recitato. L'elettronica fa capolino qua e là (soprattutto nella seconda parte, ad opera di Dissonant Elephant), ma sempre in punta di piedi, senza mai strafare. Personalmente ho gradito maggiormente la parte di DE, con brani quali “Obscuration of the divine” a lasciare il segno in maniera particolare. Una produzione che a tratti può ricordare alcune belle cose dell'americana Suilven Recordings, da ascoltare in momenti di abbandono e profonda pace interiore. (Oflorenz)

www.rosaselvaggia.com

Nous sommes manants de Dieu ...

... et en tant que tels plutôt insensibles aux critiques ...mais, on trouve de tout sur l'interné ...
ainsi cette chronique aussi abstruse que lapidaire de la compilation CD "Credo in unum deum", publié par les TOPISTES, un temps responsables de la revue OSTIA/CD à laquelle nous avions collaborée :

Nihil transition donc... Malgré un concept louable - rejeter de tout bloc les stéréotypes païens liés malgré eux à la scène néo-folle-quiche-, la compilation Credo In Unum Deum ne manque pas de sombrer dans des clichés tout aussi ridicules en faisant la part belle à la dark-wave vomitive (PARZIVAL, HIDDEN PLACE...) et à la pop grandilo-gladiatrice de bas étage (ROSE ROVINE E AMANTI, VON THRONSTAHL...). ODA RELICTA a beau nous servir un introït sur le ton d’Arcanta, LONSAI MAÏKOV signer une symphonie prog-folk néo-gothique (ouch) de toute beauté, MILITIA réveiller notre amitié envers les vieux Kirlian Camera et OUR GOD WEEPS restituer le point de vue du Sergeant Howie ("The Wicker Man", again), ce pseudo-hymne au Christianisme n’a d’égal en lamentabilisme que le Deutéronome.

On ne sait si l'expressif "ouch" est admiratif ou cynique, en tout cas nous sommes bien aises d'apprendre que notre modeste musique à quelque chose de "néo-gothique" ... une musique en pierre donc ...
On appréciera aussi, au passage, en sans s'en offusquer le moins, l'avis, ô combien étayé et très certainement forgé par des années de spirituelles études sur l'aspect "lamentabilisme" du Deutéronome !!

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